Papà mio bello. Un racconto fantasticamente reale

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Sabato 18 marzo 2017, ore 17:30

Presentazione del libro: Papà mio bello di Carla Martella presso la “Casa del Sollievo Wanda” all’interno del parco di “Villa Glori”, Roma – Via Venezuela , 27

Interverranno

Mons. Enrico Feroci, Direttore della Caritas Diocesana di Roma.

Dott. ssa Maria Teresa Letta, Vice Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana

Presenterà la Prof.ssa Amneris Ulderigi, curatrice di eventi culturali e artistici.

Mario Martella, Cavaliere del lavoro, Giusto fra le Nazioni, Medaglia d’Oro al Valore Civile, energetico, insancabile, vigile, combattivo, carismatico, era anche un uomo fortunato, protetto sempre da quella che lui chiamava la sua “Buona Stella“. Con il passare delgi anni il suo viso sembrava poco invecchiare, i capelli s’imbiancavano, ma i lineamenti rimanevano giovanili, lo sguardo orgoglioso dell’imprenditore lungimirante, dell’Ammiraglio uso a combattere ea non abbandonare mai la sua nave.

Iniziò sin da giovane a lavorare nell’azienda tipografica fondata dal padre Riccardo nel 1917. Conseguita la Laurea in Economia e Commercio continuò l’attività tipografica imprenditoriale, creando attraverso un processo di sviluppo, passato per successive tappe, di specializzazione un gruppo industriale all’avanguardia con vari stabilimenti dislocati sul territorio nazionale.

Il suo destino fu miracolosamente guidato da quella “Buona Stella” a lui misteriosa, attraverso una moltitudine di peripezie vissute in particolare nel periodo bellico e post-bellico. Prima prigioniero delle truppe tedesche poi, con una rocambolesca fuga dal campo di concentramento, a piedi valicando il confine tra Francia e Italia fra mille pericoli, si salvò anche dai rastrellamenti delle SS nella Capitale. E’ qui che nel corso di quei drammatici eventi nazzisti riuscì a salvare la famiglia degli amici ebrei e a lavorare per la Resistenza.

Per la sua rettitudine e l’amore per il prossimo Mario è da annoverarsi tra i grandi che hanno dato lustro alla nsotra patria e si può ben comprendere il commovente attacamento di sua figlia Carla, che chiamava a intuito la sua “Buona Stella“.

Carla, presso cui è vissuto nel periodo conclusivo della Sua vita, ha scritto con passione un libro per ricordare il suo papà, dimostrandogli il suo amore profondo e ne ha fatto un’autentica ricostruzione della memoria di tanti avvenimenti, la storia di un secolo di vita e di lavoro dalla fine della guerra ai tempi d’oggi. Un’anima doc, metafora dell’Italia come è stata e come sarebbe ancora bello che fosse: umile, costruttiva, generosa.

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