CHI SIAMO


UN SORRISO UTILE

La Associazione Amici Caritas Roma è una ONLUS di volontari, integrata nella Caritas Diocesana di Roma, con sede alla Cittadella della Carità a via Casilina vecchia 19. Ha come scopo

La raccolta fondi

  • sorriso utile: ottenuta organizzando eventi teatrali, musicali, culturali, ricreativi,
  • quote associative:  ottenuta raccogliendo un’offerta minima annuale di 10 € ,

Gli associati ricevono bollettino cartaceo o via email (meglio per economia, ambiente, e invio in tempo reale).

Partecipano propositivamente ai nostri incontri per organizzare e gestire eventi.

Possono aiutare gli operatori e i volontari Caritas nelle loro attività (senza impegno anche un’ora al mese)

 

Il supporto attività Volontariato Caritas

  • Sorriso a tavola: per la raccolta ai Supermercati e al servizio mense
  • Sorriso a chi sta soffrendo in ospedale e in carcere
  • Sorriso nelle nostre case di accoglienza

 

ISCRIZIONI 2012

Sono aperte le iscrizioni a tutti coloro che condividono i nostri valori di solidarietà e vogliono dedicare un poco del loro tempo a chi vive nel disagio,

perché 

 “Non si può amare a distanza,
restando fuori dalla mischia
senza sporcarsi le mani,
ma soprattutto
non si può amare senza condividere”  
don Luigi Di Liegro

Carissimi amici e benefattori della Caritas,

sono lieto di informarvi che, dopo una breve pausa, la nostra piccola rivista torna a dialogare con voi che ci conoscete e ci sostenete da tempo e con quanti sin da ora cominceranno a farlo, tenendovi al corrente delle attività che, anche grazie al vostro contributo, stiamo svolgendo a favore dei nostri fratelli più disagiati. 

Apriamo questo primo numero del 2011 con le immagini della visita che il Santo Padre ha voluto dedicare all’Ostello e ai servizi della Caritas alla Stazione Termini, in occasione dell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

La visita ha rappresentato il segno tangibile della vicinanza di Benedetto XVI a tutti coloro che vivono nell’emarginazione e nella sofferenza, in un luogo “dovel’amore non è solo una parola o un sentimento, ma una realtà concreta, che consente di far entrare la luce di Dio nella vita degli uomini e dell’intera comunità  civile”.
Tante sono le risposte sociali sempre più urgenti che la Caritas è chiamata a dare giorno dopo giorno, nel nome di una Carità fatta di dialogo e di rispetto dell’altro; tanti i progetti iniziati che stiamo portando avanti con l’aiuto di amici e sostenitori, come il restauro dell’Ostello oppure, è notizia di questi giorni, la raccolta fondi  che la Diocesi di Roma ha voluto promuovere a favore della Mensa serale alla Stazione Termini, nell’ambito delle celebrazioni per la Beatificazione di Papa  G Giovanni Paolo II, al quale sarà dedicata.

A questi  avvenimenti diamo ampio spazio all’interno del quadrimestrale, con la speranza che ciascuno di voi possa condividere, attraverso le parole e i numeri della solidarietà, un percorso educativo a uno stile di vita che non può prescindere dall’idea di uomo che come cristiani siamo chiamati a promuovere.

Colgo l’occasione per augurare a tutti voi una Santa Pasqua di Resurrezione.

DICEMBRE 2004

carissimi amici e sostenitori, ho il piacere di scrivervi per illustrarvi un’iniziativa che vede  coinvolta la Caritas diocesana di Roma:

la fondazione dell’Associazione Amici della Caritas ONLUS.

La Caritas di Roma, ufficio pastorale della Diocesi, è un ente religioso preposto alla pastorale della carità. Fin dall’inizio della sua opera, l’azione della Caritas di Roma si impose come esperienza ecclesiale chiamata ad animare la carità formando nelle coscienze e nelle volontà dei cristiani e di tutti i cittadini l’attenzione ai poveri ed agli emarginati. Lo scopo, insito nella sua missione, era quello di animare, formare e promuovere l’azione solidale della Chiesa, fino ad allora identificata con la beneficenza e l’assistenza, per quanto queste ultime siano legittime, meritorie ed utili in determinate situazioni. Lo scorso 10 ottobre la Caritas di Roma ha celebrato il XXV anniversario della sua fondazione, un momento importante di riflessione e un’occasione per pensare al futuro della sua opera. Tra le varie iniziative e manifestazioni che hanno ricordato questo evento vi è anche la nascita dell’Associazione Amici della Caritas. L’Associazione ha la finalità di aggregare quanti vogliono impegnarsi per una maggiore solidarietà verso le persone più fragili ed emarginate sostenendo l’ azione della Caritas Diocesana di Roma. Un modo nuovo ed originale per affiancare la nostra opera. L’Associazione si rivolge a tutti coloro che, pur condividendo il nostro lavoro nella solidarietà, non possono impegnarsi direttamente come volontari per mancanza di tempo o per altri problemi. In questi venticinque anni hanno operato a favore dei poveri e degli emarginati oltre dodicimila volontari nei servizi della Caritas. Amici che con il tempo e per le scelte della vita hanno dovuto abbandonare. Sono loro i primi a cui l’Associazione si rivolge perché la loro esperienza – il duro lavoro negli ostelli, nelle mense, di notte al fianco dei senza dimora – non sia un patrimonio di umanità che vada perduto ma che diventi lievito di solidarietà attraverso l’azione degli Amici della Caritas. Per questo vi scrivo per sottoporre alla vostra attenzione la proposta di iscrizione all’Associazione che troverete allegata alla presente. Un invito che vi è rivolto da un gruppo di volontari, fondatori dell’Associazione, che hanno deciso di prestare la loro opera attraverso questa forma di animazione alla solidarietà. Sicuro di farvi cosa gradita, vi saluto fraternamente.

Mons. Guerino di Tora

 

NOVEMBRE 2005
Caritas, l’ingegnere “amico” degli esclusi
Il personaggio del mese
Un imprenditore che sente il bisogno di realizzarsi attraverso l’azione diretta nel tessuto sociale della propria comunità. E’ la storia di Renato De Silva, responsabile degli “Amici della Caritas”, associazione nata a sostegno dell’ente guidato da monsignor Guerino Di Tora
Ulisse Spinnato Vega – Roma, 9 novembre 2005
Una professione, una famiglia, mille impegni. Ci sono persone che non esauriscono tutta la loro esistenza nel baillame del vivere quotidiano, persone che cercano altro, che realizzano in pieno il proprio sé solo aiutando il prossimo, intervenendo direttamente nel sociale, impegnandosi per migliorare la vita della comunità.
Alcuni di essi, a Roma, hanno dato vita all’associazione “Amici della Caritas”.
Una realtà di volontariato nata da pochi mesi eppure già importante, che opera a supporto delle iniziative e dei progetti dell’ormai venticinquenne Caritas romana guidata da monsignor Guerino Di Tora, degno erede di una figura storica come Don Luigi Di Liegro.
Renato De Silva, irpino di 60 anni, sposato con tre figli, ingegnere meccanico e imprenditore che lavora nel settore dell’alta tecnologia con circa 100 persone alle sue dipendenze, ha deciso di concretizzare l’intuizione di monsignor Di Tora e ha dato vita insieme ad altri all’associazione di cui attualmente è responsabile.
RomaOne.it lo ha incontrato per farsi raccontare il senso di un’avventura importante nella grande sfera del cosiddetto Terzo settore, sfera che sempre più pesa e incide nella vita collettiva nazionale.
De Silva, quali sono gli obiettivi primari degli “amici della Caritas”?
“L’associazione nasce all’inizio del 2005 dall’esigenza che sentivamo forte di dare un contributo alle finalità Caritas. Abbiamo circa 500 soci e vogliamo coinvolgere in prima istanza tutti quegli ex volontari che desiderano ricominciare a dare una mano, a intervenire direttamente. Il nostro bacino d’utenza, chiamiamolo così, è di 20mila persone. Lo scopo è tener viva questa fiamma in chi non ha avuto possibilità di continuare l’attività di volontario per impegni personali e professionali”.
Non solo quello però…
“Certo, ovviamente ci proponiamo di raccogliere fondi per sostenere le attività della Caritas romana. In relazione a determinati progetti e soprattutto in rapporto agli eventi per i quali chiediamo partecipazione.
A luglio siamo stati promotori della cerimonia di consegna degli attestati per i testimonial Caritas del 2005. A Ostia abbiamo vissuto un momento bellissimo con i riconoscimenti, tra gli altri, al prefetto Serra e al sindaco Veltroni. Il primo cittadino ci ha commosso con le sue parole. Tra l’altro in quell’occasione abbiamo raccolto fondi per aggiungere alla mensa Caritas di Ostia un centro di accoglienza”.
Ma c’è un altro appuntamento ormai molto vicino e molto importante.
“Il 23 novembre, alle 19.30, si terrà un concerto nella Basilica di S.Cecilia in Trastevere. Ascolteremo il talento e la classe della pianista italo-americana Suzanne Ciani (grande interprete internazionale della new-age, ndr).
L’artista viene a sue spese e le siamo grati di ciò.
Con quest’appuntamento vogliamo ricordare, esattamente 25 anni dopo, la tragedia del terremoto in Irpinia. Lo faremo in modo concreto raccogliendo soldi per i terremotati che oggi soffrono in Pakistan. Contribuiremo alla ricostruzione di un villaggio in quel Paese e alla serata parteciperà anche l’ambasciatore pakistano. Ci tengo a precisare una cosa: la Caritas aiuta tutti indipendentemente dalla razza, dalla religione o da qualunque altro elemento di discriminazione tra le persone”.
Ecco appunto, veniamo al problema dell’inclusione, del rapporto tra le diverse etnie che popolano una metropoli come Roma. Secondo Veltroni non c’è il rischio che nella Capitale si verifichino fenomeni di violenza simili a quelli che stanno incendiando le banlieue parigine. E per molti osservatori conta molto in tal senso l’azione della rete di volontariato cattolico.
“A livello personale dico: in Francia forse si è trascurato il problema e hanno ghettizzato tre generazioni di immigrati. Solo oggi si capisce che servono corsi di formazione, borse di studio, investimenti. Noi tutti, come Amici della Caritas, non possiamo certamente risolvere problemi così complessi…”
…però spesso il volontariato occupa i vuoti d’azione della politica. Sopperisce alle deficienze delle istituzioni.
“Noi possiamo lenire certi mali e soprattutto cercare di capirli, di interpretarli. E non mi riferisco solo al disagio degli immigrati, ma anche ai nuovi poveri. Gente in giacca e cravatta, gente che non ha più il lavoro e non ha maturato ancora una pensione. Uomini schiacciati dal culto del denaro, che vivono la povertà in modo dignitoso. Bisogna donare non solo a livello materiale, ma è forse ancor più importante restituire un sorriso, la voglia di vivere. Ho cominciato a capirlo grazie a mia moglie, che per tanti anni ha assistito i malati terminali di Aids. Con loro giocavo pure a tresette…”.
Quali sono i progetti in cantiere?
Il sogno per il 2006 è regalare a Roma un grande centro ambulatoriale dentistico. Ne abbiamo già uno con 40 dentisti volontari. Vorremmo spostare la nostra struttura, che ora sta vicino alla Basilica di San Paolo, e potenziarla. Il problema dei denti è sentito da tutti, figuriamoci da chi non ha soldi per una copertura sanitaria. Vorremmo che altri medici, altri dentisti raccogliessero questa sfida”.